Sintomi favismo

Il favismo è una patologia molto rara in Italia che stranamente interessa in particolare la Sardegna e alcuni gruppi etnici del meridione.

Il favismo è in realtà chiamato deficit dell’enzima G6DP e attualmente colpisce più di 400 milioni di persone in tutto il mondo; questa malattia provoca un’emolisi acuta con ittero.

Nel soggetto la crisi si scatena quando assume o inala vapori di piselli, fave, verbena e vegetali simili, determinate sostanze alcuni tipi di farmaci.
Il favismo si può considerare come un’anemia emolitica che riconosce cause intraglobulari ed extraglobulari.
Le persone che soffrono di favismo subiscono la rottura dei globuli rossi, che come sappiamo trasportano l’ossigeno in ogni parte del corpo, la mancanza di enzimi nel sangue porta ad un abbattimento delle cellule che innescano una vasta gamma di sintomi.

Questi ultimi solitamente si manifestano trascorse le 12-48 ore dall’assunzione di fave e di fattori scatenanti che possono scatenare l’episodio emolitico acuto.
Il soggetto colpito dall’attacco di favismo sente un malessere per tutto il corpo, cefalea, dolori addominali, vomito, nausea e brividi, successivamente, a causa della distruzione dei globuli rossi viene liberata troppa emoglobina al punto da non poter più essere metabolizzata, questo provoca l’emoglobinuria.

Un altro sintomo importante del favismo è l’ittero causato da un aumento eccessivo della bilirubina in circolo nel corpo; queste manifestazioni possono essere di varià gravità ma solitamente è benigno e la crisi emolitica si ferma in un paio di giorni.
Esistono dei casi in cui la crisi è talmente forte che richiede la trasfusione di sangue; le crisi emolitiche gravi possono provocare insufficienza renale.
Poiché i maschi hanno un solo cromosoma X, le crisi più gravi si manifestano appunto nel sesso maschile, i soggetti femminili avendo due cromosoma X subisco crisi emolitiche meno gravi dato che è solo uno il cromosoma interessato all’anomalia genetica.

Altri sintomi del favismo possono essere: astenia marcata, pallore, palpitazioni, tachicardia, sudorazione eccessiva, colorazione scura delle urine e colore della pelle giallognolo.
E’ importante valutare attentamente i sintomi soprattutto se si è consapevoli di soffrire di questo deficit, individuarli in tempo potrebbe evitare conseguenze gravi sul proprio organismo
Attualmente non esistono cure specifiche per questo deficit enzimatico, gli esperti raccomandano la prevenzione e i controlli periodici per prevenire qualsiasi tipo di peggioramento.
Come detto, le situazioni più gravi possono portare alla trasfusione forzata del sangue che diventa l’unico rimedio efficace per far si che il soggetto riprenda le condizioni di salute in modo ottimale.